Accordi Di-vini

 

Il 6 febbraio la Civica Enoteca Maceratese è stata teatro dell'evento dal titolo "Accordi di Vini", promosso dal Centro Nuova Cultura di Macerata.







Filippo Davoli -nel suo intervento-

Dedicato ai soci e agli amici del centro culturale maceratese, l'incontro ha avuto come parola chiave "ascolto", facendo emergere i protagonisti della serata quali il vino, dell'azienda Accattoli di Montefano, la musica con il Preludio di Chopin e il concerto per violino e orchestra Beethoven op 61, e le poesie dello scrittore maceratese Filippo Davoli.




Proprio per aiutare l'ascolto, la serata, è stata introdotta con un pezzo tratto dal libro vino al vino del grande Mario Soldati che dice: "Il vino è come la poesia, che si gusta meglio e che si capisce davvero soltanto quando si studia la vita e le altre opere, il carattere del poeta. Quando si entra in confidenza con l’ambiente dove è nato, con la sua educazione il suo mondo.La nobiltà del vino è proprio questa che non è mai un oggetto staccato e astratto.Che possa essere giudicato bevendo un bicchiere o due o tre di una bottiglia che viene da un luogo dove non siamo mai andati."
Fra gli scrittori del novecento italiano, Soldati è l'unico che abbia amato esprimere, costantemente e sempre, la gioia di vivere. Non il piacere di vivere, ma la gioia; il piacere di vivere è quello del turista che visita i luoghi del mondo assaporandone le piacevolezze e le offerte ma trascurandone o rifuggendone gli aspetti vili, o malati, o crudeli; la gioia di vivere non censura nulla e nessuno. 
Ascoltando questo modo di vivere la realtà di Soldati mi ha spinto a proporre il primo brano, il Preludio di Chopin, dove la bellezza è apparentemente determinata dalla melodia di primo piano (le piacevolezze del turista) poi pian piano emerge la sua verità determinata da una nota, sempre quella, che con il tempo cresce sempre di più, e quando uno inizia ad accorgersi di quella nota (gli aspetti vili o crudeli) capisce che il tema del brano non è la melodia di contorno ma proprio quella nota che diventa quasi una "fissazione"(il desiderio di bellezza).



Anastasia Accattoli

Visto che il vino è come la poesia, prendendo seriamente il consiglio di Soldati, sono andato a conoscere il carattere del poeta così mi sono studiato un po il sito web di Accattoli.
Imbattendomi nella storia dell'azienda, un frase in particolare mi ha molto colpito e dice: "Oggi che mio padre non lavora più in azienda ho bisogno di qualcuno con cui confrontarmi, così nel 2002 abbiamo deciso di inserire l'enologo come nostro dipendente. E' stato un passo molto importante poiché se decidi di puntare sulla qualità non puoi fare da solo." 
Ecco, quel "non puoi fare da solo" non può venire fuori in modo cosi scontato, così parlare con lei di questo mi ha rilanciato nel proporre il secondo brano, concerto per violino e orchestra Beethoven op 61. La bellezza di questo brano sta nelle modo di comportarsi del violino, inizialmente vive in armonia con l'orchestra, ma a un certo punto preso da se stesso scappa e prova a fare da se, con rilanci e piroette, ma tutto questo non regge per molto infatti ad un tratto il suo canto si fa triste e stanco fino a quando l'orchestra lo riaccoglie dando la possibilità al violino di ritrovare se stesso ritrovando l'armonia perduta.


I vini in degustazione:

Abbiamo iniziato con una passerina spumante, uno splendido colore giallo paglierino, cristallino  con bellissime sfumature verdoline, fruttato floreale in bocca riporta ciò che abbiamo trovato al naso dando una buona persistenza. In abbinamento abbiamo accosta del buon ciauscolo di Visso. 









Come secondo vino abbiamo ascoltato il Rosso del Monte. Cabernet Sauvignon, Montepulciano, e Pinot Nero (raccolte in epoche diverse) si incontrano in questo IGT Marche dando un limpido rosso rubino dai riflessi violacei, al naso è inteso riportando alla mente profumi di frutti di bosco amerene sotto spirito. Al gusto è morbido e avvolgente. L'abbinamento proposto è stato con del pecorino semi stagionato portando al palato il giusto equilibrio.







Vini davvero interessanti, ma quello che mi colpisce di più è che assaggiandoli si scopre il desiderio del cantiniere nel voler far compagnia a quelle famiglie che decidono di stare a tavola con Accattoli.

Nessun commento:

Posta un commento