Sono ormai passate diverse settimane dall'evento che ha visto protagonista il nettare di bacco in quel di Verona, e ricordando quanto vissuto penso che lo si possa definire in un solo modo: #DestinazioneVinitaly.
Sveglia all’alba, preparo le ultime cose nello zaino, e via di corsa verso la stazione di Ancona per non perdere il treno che ha come meta Verona per la cinquantesima edizione del Vinitaly.
Lungo il tragitto spuntano sui tavolini del treno cartine, cataloghi e inoltre inizio a sentire le parole vino e Vinitaly quasi fossero “Hashtag” ripetuti all’infinito per cercare di decidere in quale padiglione incontrare Bacco.Noi del settore sappiamo ciò che questa manifestazione tratta, ma per i molti che l’hanno solo sentita nominare è giusto che sappiamo cosa si intende quando si parla di questo evento.
Vinitaly è la manifestazione che più d'ogni altra ha permesso l'evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale ed internazionale, contribuendo a fare del vino una delle più coinvolgenti realtà del settore primario.
Nasce nelle giornate del 22 e 23 settembre del 1967 nel palazzo della Gran Guardia dove si svolgono le giornate del Vino Italiano. E’ l’atto di nascita ufficiale che da il via al Vinitaly. Già alla terza edizione, nel 1969, la manifestazione vanta la presenza di 163 case vinicole che espongono e fanno assaggiare i loro prodotti.
Nel 1971 diventa a tutti gli effetti Vinitaly, cioè una vera e propria rassegna mercantile, inoltre organizzata da Agriturist e guidata da Mario Soldati, si svolge l'asta dei vini pregiati.
nel 1995 Vinitaly assorbe Distilla, manifestazione dedicata a grappe e distillati, ed assume la denominazione “Vinitaly - Salone Internazionale del Vino e dei Distillati”.
Altra data importante è 1998 dove L'internazionalità di Vinitaly è confermata e rilanciata dalla scelta di Veronafiere, nel centenario di attività, di andare in Cina, a Shanghai, con China Wine, un'esperienza positiva che si ripeterà gli anni seguenti.
Il settore delle attrezzature dedicate al vino e all'olio diviene una rassegna ad hoc, Enolitech, il Salone delle Tecniche per la Viticoltura, l'Enologia le Tecnologie Olivicole ed Olearie.
Dopo aver conquistato America (nel 2003), Cina e Russia (2004) nel 2006 Vinitaly raggiunge la piena maturità festeggiando i suoi quarant’anni aprendo due nuovi padiglioni e amplia la presenza sui mercati esteri grazie a Vinitaly Japan, in novembre a Tokyo, alla prima edizione con il marchio Vinitaly in India, a Mumbay e New Delhi, alla terza in Russia con la novità di San Pietroburgo insieme alla consolidata Mosca, a Vinitaly US Tour (a Chicago, Los Angeles e Las Vegas) e a Vinitaly China a Shanghai (Cina).
Nel corso degli anni successivi, Vinitaly, si afferma sempre di più tanto che nel 2011 diviene protagonista delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia con "La Bottiglia dell'Unità d'Italia". Il progetto, lanciato da Veronafiere nel corso dell'edizione 2010 durante la storica visita del Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, è l'unica ad avere ottenuto nel settore di riferimento il logo ufficiale delle celebrazioni.
Da un blend di 20 vini in purezza rossi e da 20 in purezza bianchi, rappresentativi di una varietà di ognuna delle 20 regioni italiane, sono stati creati due vini che, dopo essere stati offerti al presidente della Repubblica Napolitano, verranno donati alle massime autorità internazionali.
Oggi Vinitaly festeggia i suoi primi 50 anni. Entra nel Piano per la promozione straordinaria del made in Italy finanziata dal Ministero dello sviluppo economico quale fiera di riferimento per il comparto enologico.
Dopo 22 anni il Concorso Enologico Internazionale, il più selettivo al mondo, diventa Premio Internazionale 5 Star Wine, da assegnare solo ai vini che raggiungono e superano i 90 centesimi nel giudizio espresso da commissioni composte da esperti internazionali specializzati per area geografica di provenienza dei vini.
Dal canto mio, a mente fredda e dopo aver riorganizzato le idee, posso dire che appena entrato in fiera mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle, ma richiamato da colui che mi accompagnava ho iniziato un percorso davvero interessante.
Si parte dallo stand Cuzziol Grandivini, azienda dedita al commercio di alimentari e bevande 50 anni fa. Da allora l'Azienda è sempre andata evolvendosi fino all'attuale trasformazione in Società per Azioni. Organizzazione di taglio industriale ma saldamente in mano ai tre fratelli Cuzziol: Giuseppe presidente e A.D., Maria Grazia direttore amministrativo, Luca direttore commerciale. Ciò che l’azienda offre è una gamma di vini in bottiglia che supera le 900 etichette.
Ecco alcune aziende tra le più interessanti:AZIENDA AGRICOLA SUAVIA - La loro storia è quella di una famiglia che si è dedicata tutta ed interamente alla vite e al vino, è ambientata in un piccolissimo borgo incastonato, come fosse una pietra preziosa, fra le colline del Soave Classico, alte e verdi, tutte ammantate di viti ed ulivi. Fittà, il borgo, con le sue antiche case basaltiche, le sue fontane, la piccola chiesa ed i tramonti è quanto di meglio ci si possa aspettare da un'ambientazione. Le quattro sorelle di Giovanni e Rosetta di definiscono “bianchiste”, anzi Soaviste, ma non per questioni di gusto ma semplicemente perché in questa definizione c’è tutto il loro destino.
LA RASINA (Montalcino) - L’azienda agricola La Rasina nasce negli anni settanta ad opera di Santi Mantengoli e dal 1988 il lavoro venne indirizzato verso l’attività viti-vinicola. L’azienda ha un’estensione di circa 45 ettari, di cui 11 coltivati a vigneti, 4 ettari ad oliveti e si estende sul versante nord est della collina di Montalcino ad una altezza di 350 metri s.l.m. Davanti all’azienda si apre il Parco della Val d ‘Orcia, noto per essere divenuto Patrimonio dell’Unesco. Con i loro vigneti, che hanno età variabile da 2 a 30 anni allevati a cordone speronato basso e hanno densità di impianto che vanno dai 3500 ai 5000 ceppi/ettaro, si ha una produzione attuale di 30.000 bottiglie di Brunello di Monatalcino, 15.000 bottiglie di Rosso di Montalcino, circa 10.000 di IGT Toscana Sangiovese.
BADIA A COLTIBUONO - Dopo 10 secoli di tradizione agricola, l'azienda oggi mette in pratica i principi della produzione biologica. Badia a Coltibuono, infatti è la prima, fra le grandi aziende leader del Chianti, ad aver raggiunto questo obiettivo. Una realtà produttiva in controtendenza che, in un panorama vinicolo caratterizzato dalla globalizzazione e dall'appiattimento delle diversità, continua a concepire il vino come autentica espressione del luogo, gradevole compagno della buona tavola e dei migliori momenti di socializzazione. Il mantenimento della salute delle viti, punto di partenza della produzione biologica, si basa su inerbimenti controllati che aumentano la componente organica del terreno, frenano l'erosione e rendono le piante più resistenti alle malattie. Come nel passato le piante vengono sostenute con pali di castagno locale e concimate con prodotti rigorosamente organici.
ROBERTO MAZZI E FIGLI - L’azienda agricola Mazzi, di proprietà della famiglia già dall’inizio del ‘900, ha la propria sede sulle colline di Negrar, uno dei cinque comuni della zona classica del Valpolicella. Roberto Mazzi, intorno agli anni 60, terminati gli studi di agraria, iniziò a imbottigliare con il nome di azienda agricola Sanperetto, suddividendo già da allora la produzione per il nome della vigna. I vigneti sono collocati nelle ottime posizioni collinari di Calcarole, Castel, Poiega, Sanperetto e Villa. La vinificazione delle uve distinta per singolo "terroir" offre una panoramica straordinaria della Valpolicella dove le piccole sfumature si possono ritrovare fin dal profumo dei singoli vini. L'ubicazione nell'area "storica", ora conosciuta come classica, fanno il resto! Attualmente l’Azienda Agricola è condotta personalmente dai figli Stefano e Antonio che unendo tradizione e innovazione producono vini fini ed eleganti perfetti ambasciatori del proprio territorio.
LA TUNELLA - Tre generazione una sola storia. Cinquant'anni fa Nonno Min e poi papà Livio Zorzettig iniziarono una storia che prosegue oggi con La Tunella di Massimo e Marco Zorzettig (custodi insieme alla mamma Gabriella delle tradizioni familiari).
In loro e nei loro preziosi collaboratori, tra i quali l'amico Luigino Zamparo, enologo di grandi capacità, convivono l'attualità e la memoria, la voglia di sperimentare e le più alte tradizioni dei Colli Orientali del Friuli.
Nei vini La Tunella si ritrova tutta la generosa freschezza di energie nuove e creative... ma Storia, Memoria e Tradizione rimangono i punti di riferimento solidi e costanti di un presente che giorno dopo giorno costruisce il futuro. La storia de La Tunella e i vini che ne sono il frutto prezioso sono inscindibili da un territorio, i Colli Orientali del Friuli da sempre considerato tra i più vocati alla coltivazione della vite, per le terre composte da una miscela di arenaria e di marna e per il microclima, favorevolissimo e unico al mondo: le colline di lontanissima origine eocenica,lavorate a terrazze dalla mano dell'uomo (si tratta di ben duemila ettari di superficie vitata), sono protette a Nord dalle Prealpi Giulie, scudo poderoso contro i venti più freddi, e piacevolmente riscaldate dalle brezze che provengono da Sud, dal mare Adriatico, lontano solo poche decine di chilometri.
LANARI - La Tenuta Lanari nasce circa trenta anni fa dalla passione di Leardo Lanari.
Dai sei ettari di allora, oggi l'azienda è cresciuta e maturata sotto la sapiente conduzione del figlio Luca Lanari e della moglie Paola.La caratteristica, e al tempo stesso la priorità, che l'Azienda Lanari si propone, è proprio il lavoro artigianale che inizia già in fase di vendemmia con vari passaggi in vigna, durante i quali viene raccolta solo l'uva giunta a giusta maturazione e ulteriormente selezionata al tavolo di scelta dopo la raccolta, lavoro che continua poi nella fase di affinamento della selezione dei vini. La cantina è situata a Varano sul promontorio del Parco Naturale del Conero, a sud- est di Ancona, sulle colline affacciate sul Mar Adriatico, zona tipica del Rosso Conero.La particolare posizione geografica, l'esperienza e l'entusiasmo dei titolari e la prestigiosa collaborazione dell'enologo Giancarlo Soverchia, ha fatto sì che il Rosso Conero della tenuta Lanari fosse premiato e riconosciuto in Italia e all'estero sulle migliori guide. Dalla vendemmia 2012 l'Azienda Lanari , saluta e ringrazia per gli innumerevoli risultati raggiunti il Dott. Soverchia , e da' il benvenuto come consulente enologo , al Dott. Roberto Potentini al quale viene affidato il compito di rendere i gia' ottimi vini prodotti , un tocco di attualita' agli stessi , pur sempre nel rispetto rigoroso del territorio. L'obiettivo che Luca e Paola si sono proposti è quello di continuare a produrre un Grande Vino Rosso non rinunciando mai a quel lavoro artigianale che rappresenta il cuore di ogni scelta dell'Azienda, grazie al quale, è cresciuta nel tempo unitamente alla dedizione suoi titolari.
LUCCHETTI MARIO AZIENDA AGRICOLA - Morro d’Alba. Entroterra della provincia di Ancona. Dieci chilometri dal mare Adriatico. Il clima può essere severo, l’umidità accentua i fenomeni: molto caldo d’estate, nevicate abbondanti in inverno. Ma il territorio è baciato dal disegno irripetibile delle colline, che scendono al mare. E la campagna è fertile, generosa, plasmabile come l’argilla di cui è fatta. Qui prospera il vitigno autoctono Lacrima di Morro d’Alba. E qui la famiglia Lucchetti ha messo radici.
CANTINA TERLANO - Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative di produttori più all’avanguardia di tutto l’Alto Adige. I suoi 143 soci attuali coltivano 165 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale di 1,4 milioni di bottiglie. Da anni, insieme ai nostri soci abbiamo imboccato con impegno e perseveranza la strada della qualità, quella stessa qualità che ci è valsa fama e riconoscimenti sul mercato vinicolo italiano e internazionale. Ecco perché, pur essendo relativamente piccola, la cantina di Terlano è ormai un’istituzione consolidata nel proprio settore. Nella nostra struttura moderna maturano esclusivamente vini DOC, per il 30 percento rossi e per il 70 percento bianchi. Nel 2009 abbiamo ampliato la zona invecchiamento a 18.000 metri cubi, ripensandola completamente anche sotto il profilo architettonico. Oggi, i nostri vini vi trovano tutto lo spazio di cui necessitano per crescere e svilupparsi in pieno. Dall’esterno, la nuova ala dell’edificio si presenta con un rivestimento di porfido rosso, la roccia tipica della zona che dà al nostro vino una serie di caratteristiche distintive. Il tetto della cantina è stato inverdito e ricoperto di viti, integrandosi senza soluzione di continuità nel paesaggio coltivato circostante. La distribuzione dei vini prodotti si articola in tre linee di qualità chiaramente differenziate: le Selezioni, i Vigneti e i Classici. Inoltre, ogni anno immettiamo sul mercato un vino “raro”, invecchiato per almeno dieci anni nelle nostre cantine, e pensato per dare visibilità alla nostra filosofia della longevità dei vini.
Conclusasi la giornata, riguardavo il mio quaderno di appunti per ripercorrere i profumi e gli aromi incontrati in questo percorso, è stato pazzesco rendersi conto che a fine giornata si è degustato la bellezza di 113 vini, in sole 7 ore.
Devo dire che è stato davvero coinvolgente incontrare i volti dei produttori, che con i loro vini ci hanno fatto degustare non solo ciò che producono, ma hanno cercato di raccontare, attraverso quei sorsi, chi sono.
Passione, cura e amore per la propria terra, questi sono stati i veri protagonisti.
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