Lì dove c'è pericolo c'è anche la via di salvezza

Musica, arte e vino, protagonisti indiscussi della bellissima serata svoltasi domenica 22 novembre   presso la sala convegni di Castelfidardo (ex-cinema).


L'incontro, dal titolo "Lì dove c'è pericolo c'è anche la via di salvezza", è stato introdotto da Moreno Giannattasio che ha accompagnato gli allievi dell'accademia pianisti, della Civica Scuola di Musica Paolo Soprani, presentando i brani ascoltati durante la serata e abbinandoli a dei quadri bellissimi.


                          
Ecco i brani con i loro abbinamenti:


1: Battaglia di Somosierra di Piotr Michalowsky, dove Napoleone fermò la voglia di indipendenza della Spagna grazie al contributo della carica della cavalleria polacca.
Brano - F.Chopin, polacca op postuma in sol# min
Al pianoforte - Alessandro Orlandoni

2: Napoleone a Eylau di Antoine-Jean Gros.
Brano - F.Chopin, studio op10 n12 caduta di Varsavia
Al pianoforte - Elisa Borghetti

3: Giovanni Segantini, Inverno a Savognino.
Brano - E.Grieg, Danza norvegese op35 n2
Al pianoforte - Giacomo Rossini + Alessandro Orlandoni

4: Horace Vernet, Mazzeppa e i lupi.
Brano - Franz Liszt, studio op1 n4 in re minore
Al pianoforte - Gaia Carini

5: Golliwogg's Cakewalk, danza tipica del ragtime, ritmo sincopato che si suonava spesso nei locali a luci rosse.
Brano - C.Debussy, Passeggiando con la torta in testa
Al pianoforte - Giulia Albanesi

6: Monet, Giardini di Giverny.
Brano - C.Debussy, I giardini sotto la pioggia
Al pianoforte - Marta Montali

7: Antonio Basoli, Scenografia per la Gazza ladra di Rossini.
Brano - G.Rossini, Fantasia sulla gazza ladra di Rossini
Al pianoforte - Lorenzo Marchesini.



Alla fine del concerto, per esaltare l'ascolto e l'armonia del vino, ho introdotto la degustazione con uno stralcio del Concerto per violino e orchestra in re maggiore opera 61 di Beethoven.  Il brano racconta di un violino che in armonia passeggia con l'orchestra ma ad un certo punto il desiderio di essere il solo protagonista lo fa "scappare" via. Inizialmente è vigoroso e felice ma tutto questo non dura molto, senza l'orchestra diventa malinconico così quando sembra non farcela più, viene riaccolto ritrovando l'armonia. Da profano ho potuto apprezzare questo brano in quanto "educato" da un amico. Proprio un "amico" mi sono sentito nell'accompagnare i partecipanti a scoprire la storia racchiusa nei profumi e sapori contenuti nel bicchiere offerto al palato di ciascuno. 
Grazie anche all'aiuto degli alunni dell'istituto Alberghiero Einstein-Nebbia, è stato servito un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, e due abbinamenti in stile finger food (polpettina di pesce persico e involtino di zucchina grigliata profumata al pesto di rucola con gamberetto saltato in padella). La cosa più divertente  è stato collaborare con il pubblico per cercare di scoprire insieme i profumi regalati dal vino.

Il vino in degustazione



Il verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Macrina (2014) della cantina Garofoli nasce nei vigneti di Montecarotto e Serra dei Conti.


E' prodotto esclusivamente con uve Verdicchio, raccolte a piena maturazione.
Dopo una soffice pigiatura, il mosto viene fatto fermentare a bassa temperatura e fatto maturare poi in in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.
Il vino si è presentato con un bellissimo colore giallo paglierino con dei riflessi verdolini all'unghia. Al naso è avvolgente con note fruttate e floreali. Al palato si presenta sapido e di buona struttura.
Gli abbinamenti con il cibo sono stati davvero interessanti, la polpettina che con la sua delicatezza aiutava a esaltare il vino mentre l'involtino di zucchina con il gamberetto portava in bocca un equilibrio unico.

Potrei concludere dicendo chissà cosa, ma la foto sotto dice tutto.

Appuntamento alla prossima!!!!





 

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