Parleremo di un vino dal carattere inconfondibile, la cui storia va dall'antica Grecia passando per l'epoca romana, dove Marco Gavio Apicio (cuoco e scrittore dell'antica Roma) racconta di un vino anconitanum rosso e corposo.
E' proprio lui, il Rosso Conero. Il nome racchiude tutto il carattere del luogo da dove arriva - il promontorio che sovrasta parte della costa adriatica qui nelle Marche - il Monte Conero. E' qui che troviamo quasi la totalità dei vitigni che danno vita a questo splendido vino.
DOC da 1997 e DOCG dal 2004, nella sua versione riserva, è frutto di uve Montepulciano e Sangiovese (è bene ricordare che queste ultime non sono sempre presenti e comunque solo in minima parte).
La zona di produzione è abbastanza limitata e riguarda i comuni di Ancona, Numana, Sirolo, Camerano, Castelfidardo, Osimo e Offagna.
Cosa che davvero vi consiglio da non perdere è quella di percorrere la Via del Rosso Conero, la strada che attraversa le campagne della Riviere del Conero con scorci davvero mozzafiato sulla costa e sul mare. Da non dimenticare poi che lungo il percorso si potranno trovare aziende agricole, molto interessanti, che saranno felici di farvi provare le prelibatezze del territorio.
Parlando proprio di aziende agricole, oggi vorrei portare alla vostra attenzione su una di queste.
Un'azienda che segue le linee guida della coltivazione biologica, senza concimi chimici e dirozzando il terreno per contenere le erbe infestanti e con una vendemmia, rigorosamente manuale, va a selezionare le migliori uve. Tutto questo ci racconta di un'impostazione di lavoro assolutamente artigianale con un grande rispetto per la natura e le tradizione del luogo da dove viene.
IL VINO
LA DEGUSTAZIONE
👃 Al naso una bellissima complessità riporta amarena, marasca per poi trovare una nota di confettura di piccoli frutti rossi, una bella nota floreale con un pizzico di pepe.
👅 Al palato è pieno strutturato, tannico, morbido e di grande persistenza gusto olfattiva
Abbinamento:
Un vino sicuramente da carni arrosto, golose grigliate e del buon cinghiale. Dal canto mio l'ho accompagnato ad un delizioso piatto di spaghetti alla matriciana, miei cari amici, un turbinio di gusto che è tutta una festa per le papille gustative.
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