Ciao ragazzi! Dalle foto qui sopra vi sembrerà strano ma vi assicuro che non voglio parlarvi di pastorizia. Oggi vi racconto di un altro tipo di allevamento, riferito ad un grande vitigno autoctono diffuso tra le pendici dei Monti Sibillini, il cui nome è legato a delle leggende davvero particolari, il Pecorino.
La prima di queste, forse anche la più bizzarra, sembra si riferisca alla forte somiglianza tra il muso della pecora e il grappolo (ecco il motivo delle due immagini). Un'altra si riferisce al pascolo degli ovini, infatti le pecore durante la transumanza amavano deliziare i loro palati con questa uva dolcissima. Ma l'ipotesi più accreditata è che, considerata un'uva di bassa qualità, il suo vino veniva consumato da quella fascia di utenti più povera come i pastori o "pecorari", così venivano chiamati a quel tempo.
Personalmente, quando penso al Pecorino, non posso non avere in mente un vitigno che negli ultimi decenni, grazie a quei vignaioli che hanno saputo scommettere su questa eccellenza, è riuscito ad arrivare al vertice della qualità enologica. Predilige un terreno prevalentemente calcareo e argilloso, e proprio qui nelle Marche viene accontentato, basti pensare alla fascia sub-appenninica e quella collinare che affacciandosi sul mare ha il perfetto habitat e la giusta influenza. Inoltre con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte, porta sempre più ad una vinificazione in purezza dando vita ad un vino di grande struttura con profumi davvero marcati e netti e con buone possibilità di invecchiamento.
Il vino
Di vino Pecorino in purezza voglio parlarvi, precisamente del Marche Bianco IGT annata 2018
Finalmente ho avuto la fortuna di assaggiare il Marche Bianco IGT Pecorino 2018 dell'azienda @collemara.vini.
Purtroppo, per via della situazione attuale, non ho avuto modo di incontrare dal vivo questa realtà ma devo dire che già dalla bottiglia si presenta molto bene. Con quell'arancione acceso che oserei definire ipnotizzante ricorda gioia, piacere e voglia di vivere, solo così si può capire quanto amore e quanta passione si possa mettere in qualcosa che racconta il territorio dal qual si viene. Poi arriva il logo, sembra quasi un mirino che richiama la nostra attenzione, quasi a voler dire: "ehi! Stappa e non te ne pentirai". Ma non è solo questo, rimanda infatti a come la mentalità del vignaiolo punta a quel rispetto che deve avere per il proprio territorio, per i vigneti e tutto quello che riguarda il lavoro in cantina. Miei cari amici, è un centro pieno, e al calice tutto questo prende forma.
Purtroppo, per via della situazione attuale, non ho avuto modo di incontrare dal vivo questa realtà ma devo dire che già dalla bottiglia si presenta molto bene. Con quell'arancione acceso che oserei definire ipnotizzante ricorda gioia, piacere e voglia di vivere, solo così si può capire quanto amore e quanta passione si possa mettere in qualcosa che racconta il territorio dal qual si viene. Poi arriva il logo, sembra quasi un mirino che richiama la nostra attenzione, quasi a voler dire: "ehi! Stappa e non te ne pentirai". Ma non è solo questo, rimanda infatti a come la mentalità del vignaiolo punta a quel rispetto che deve avere per il proprio territorio, per i vigneti e tutto quello che riguarda il lavoro in cantina. Miei cari amici, è un centro pieno, e al calice tutto questo prende forma.
Degustazione:
👀 Agli occhi è lucente, un giallo paglierino incantevole con quei riflessi dorati che sanno dare davvero una grande aspettativa.
👃 Il naso è sorprendente, di buona intensità, dove troviamo delle bellissime sensazioni fruttate e floreali. Fiori d'acacia, tiglio, albicocca e pesca e una lieve nota di banana, dando poi spazio ad una bellissima mineralità accompagnata da una fragranza di erbe aromatiche.
😋 Al palato la freschezza la fa da padrona, ben accompagnata da una bella morbidezza e quella giusta nota sapida. Netto e persistente fa riaffiorare quella note fine di mineralità e erbe aromatiche.
Abbinamenti:
Se dico Pecorino non posso non pensare all'aperitivo, assieme ad altri vini, è uno dei più adatti per dar gusto a momenti come quelli dell'happy hour. Ma non dobbiamo fermarci solo alla tendenza, alla moda del momento. Visto che l'abbinamento è bello perché è divertimento, per questa occasione, mi sono buttato nella cucina orientale con dell'ottimo sushi. Ovviamente questo abbinamento è una certezza, crudità di mare e Pecorino si sposano perfettamente, se poi pensiamo alla persistenza del vino in abbinamento con la lunga aromaticità del sushi, il tutto è perfetto. Voglio comunque ricordarvi che essendo un vino ben strutturato, si abbina abilmente anche a carni bianche e piatti a base di tartufo nero o funghi, e se volete azzardare, vi consiglio anche l'abbinamento con dolci a base di frutta secca.
Sono sempre più convinto che la regione Marche custodisce un territorio davvero importate, da questo nascono meraviglie che sanno sempre più dare sostanza a questo luogo.
Per saperne di più visita "Marche Mega Wines".



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